2012-04-16
SMAT sta sviluppando il progetto nei laboratori del suo Centro Ricerche e a novembre potrebbe essere pronto il primo impianto sperimentale basato sulla nuova tecnologia.
La sperimentazione, cofinanziata dal ministero dell’Ambiente, punta a produrre calore sottraendolo all’acqua di rete.
Per sviluppare questo nuovo sistema di teleriscaldamento SMAT può contare sulla compartecipazione di 350 mila euro del ministero e investirà direttamente per coprire la quota restante della sperimentazione, il cui costo complessivo sarà di 700 mila euro.
Il primo impianto basato sulla nuova tecnologia dovrebbe essere pronto il prossimo novembre e potrebbe servire o il complesso delle palazzine uffici dell’impianto di potabilizzazione in corso Unità d’Italia o la sede della società, in corso XI Febbraio.
Dopo la sperimentazione il metodo innovativo di riscaldamento potrebbe essere applicato a edifici cittadini di dimensioni medio-piccole.
La nuova soluzione – spiega Paolo Romano, amministratore delegato di SMAT attraverso l’utilizzo di una pompa di calore preleva 3 gradi centigradi dall’acqua potabile dirottandoli ad un accumulatore; l’operazione ripetuta, a fine lavorazione, garantisce acqua a 60-70 gradi. L’operazione, a confronto dei sistemi tradizionali può indurre un risparmio che varia dal 40%, se paragonata al riscaldamento a metano, al 170%, rispetto al gasolio”.
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