La riforma dei servizi pubblici locali - Sviluppi e complessità del percorso normativo

2007-09-11

Al seminario organizzato IL 9 luglio scorso dalla Confservizi regionale Piemonte e Valle d’Aosta hanno partecipato il senatore Enrico Morando , Presidente della 5 Commissione Programmazione Economica e Bilancio, Mauro d’Ascenzi , presidente aggiunto della Federutility e Raffaele Morese, Presidente della Confservizi nazionale

Nella Sala conferenze dell’impianto di potabilizzazione della SMAT la federazione nazionale Confservizi che rappresenta le Public Utilities italiane ha affrontato il tema del riordino dei servizi pubblici locali in relazione al quadro normativo e gestionale che coinvolge il comparto.
Dopo l’apertura dei lavori, Paolo Romano, nella doppia veste di Vicepresidente della confservizi regionale e di Amministratore delegato della SMAT, ha evidenziato come in
questi ultimi anni si sia verificata una vera rivoluzione nel mondo dei servizi;” le aziende hanno dimostrato una elevata efficienza gestionale ed i bilanci ne sono una dimostrazione concreta pur operando in un contesto “ vincolato”, dico ciò pensando ad esempio alle tariffe che sono calmierate per cui dal loro introito non è possibile sviluppare plus valore. Ciononostante le aziende si impegnano ad erogare un servizio di qualità a costi più bassi mantenendo e, a volte, aumentando i livelli occupazionali.”
Nel definire lo scenario delle Public utilities Mauro D’Ascenzi - presidente aggiunto della Federutility afferma l’esistenza di un netto divario tra la politica economica e quella normativa. “Attorno al riordino dei servizi pubblici ci si ferma sulle questioni di principio mentre bisognerebbe partire dal governo dell’economia. In una realtà così articolata dell’attuale economia al contempo globale-locale la stessa dimensione delle nostre aziende deve andare verso un aggiornamento”.
“Questo settore -dichiara il senatore Enrico Morando- è uno dei più dinamici le imprese dei servizi hanno prodotto un tasso di innovazione più elevato. Esemplificando posso avere la produttività più elevata del lavoro ma se questa si impatta con un esterno “non adeguato”, si riduce la competitività di impresa. Agendo su un mercato a dimensione europea anche la regolazione del mercato dovrebbe essere figlia di decisioni a dimensione europea.”
Inoltre, prosegue Morando “il mercato italiano è caratterizzato da aziende troppo piccole per la dimensione globale ed una divisione troppo marcata tra il Nord ed il Mezzogiorno. In questo contesto come è possibile promuovere la concorrenza se non ci sono players?”
La tavola rotonda si è conclusa con l’intervento di Raffaele Morese – presidente nazionale Confservizi che ha sottolineato: “Dopo 10 anni abbiamo maturato l’esigenza di avere regole utili prive di condizionamenti strumentali. Le nostre aziende sono schiacciate fra il diritto privato ed il diritto amministrativo. Non vogliamo alzare delle barricate ma avere delle regole che valgano per tutti. Il modo migliore per favorire le
aggregazioni è quello di incentivare i comuni. Di fatto il lungo lavoro che sta svolgendo Confservizi- conclude Morese – è con l’ANCI”.
Sulla necessità di norme semplici e chiare ha insistito anche Giorgio Giordano – presidente Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta –evidenziando anch’egli la necessità di promuovere delle aggregazioni “per non distruggere le aziende pubbliche e aprire la strada agli stranieri. Nel nostro settore non ci sono privati in grado di competere”.
Dalla tavola rotonda sono emerse chiare indicazioni: la necessità da parte delle aziende di dotarsi di piani per l’adozione di tecnologie avanzate, l’incentivazione fiscale, l’accesso
facilitato al credito e l’incentivazione all’aggregazioni come risposte strategiche alla competitività del mercato.

L'incontro


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