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Una bioscultura nutrita dai fanghi prodotti dal depuratore SMAT

L’opera, Potlatch 11.2/The Bonfire of the Vanities, realizzata da Norma Jeane per la Biennale di Lione esposta alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 28 febbraio al 18 maggio 2008

La bioscultura “Potlatch 11.2/The Bonfire of the Vanities” consiste in una coltura di piante sviluppate su un terreno derivante dai fanghi di depurazione provenienti dall’impianto SMAT di Castiglione torinese.
Una sperimentazione, condotta in collaborazione con i tecnici della SMAT e durata circa un anno, ha permesso di trattare i fanghi con una colonia di funghi e batteri che, attraverso un processo di metabolizzazione, ha trasformato i fanghi in compost.
Sull’humus ricavato in laboratorio l’artista, Norma Jeane, ha sviluppato 10 mq di verde  con diverse specie di piante: un giardino industriale che mostra come la vita possa rinascere se si considerano i rifiuti una risorsa e non scarti. Il risultato, molto apprezzato alla Biennale di Lione, è stato installato nel giardino Fergat, nell’ambito della mostra che la Fondazione ha dedicato alle tematiche ambientali: GREENWASHING. Ambiente: Pericoli, Promesse, Perplessità.
GREENWASHING è un neologismo che vuole indicare le virtù ambientaliste di aziende, industrie, enti ed organizzazioni. Gli artisti che espongono non forniscono soluzioni, ma visioni sulla questione dell’ambiente, parlano delle trasformazioni e dei processi fondamentali nell’ecologia denunciando l’urgenza e la vastità delle tematiche ecologiche.