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Firmato l'accordo per l'acquedotto della Valle Susa

L'opera costerà 130 milioni di euro. Garantirà l'approvvigionamento di acqua di qualità elevata a 27 Comuni dell'Alta e Bassa Valle di Susa. Un apposito gruppo di lavoro incaricato definirà, entro ottobre, il complesso delle azioni ed iniziative per l'avvio della realizzazione dell'opera.

L’accordo di programma è stato sottoscritto a Torino dalla Presidente della Giunta Regionale Mercedes Bresso, dal Presidente dell’Autorità d’Ambito n. 3 “Torinese”, Antonio Saitta, dall’Amministratore delegato della SMAT di Torino, Paolo Romano, e dal responsabile dell’Area di Business Energie Rinnovabili di ENEL Produzione, Vittorio Vagliasindi, sulla base di un precedente accordo del marzo 2006, rinnovato poi nel settembre 2006.

Firma dell'accordo

L’opera va a risolvere la storica carenza qualitativa delle acque dei Comuni della Valle di Susa dovuta alla caratteristica del sistema idrogeologico della Valle. Permette inoltre di valorizzare a scopo potabile una risorsa di elevata qualità naturale già utilizzata per la produzione idroelettrica, secondo un criterio di razionalizzazione con uso plurimo della risorsa disponibile sul territorio.
L’opera, già contemplata nel piano d’ambito dell’Autorità d’ambito Torinese, approvato nel dicembre 2002, è stata poi confermata tra gli interventi relativi al potenziamento della rete idrica nelle zone interessate dallo svolgimento delle Olimpiadi di Torino 2006.
“Uno dei principali obiettivi del Piano di Tutela delle acque presentato dalla Giunta regionale e recentemente approvato in Consiglio - ha detto la presidente Bresso - è migliorare lo stato delle nostre acque e perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche. L’accordo che firmiamo oggi è quindi un risultato importante in quella direzione, che consentirà ai valsusini di beneficiare di risorse idriche qualitativamente elevate e adeguate sotto il profilo quantitativo. Non dimentichiamo che dallo stato delle nostre acque dipende anche la nostra salute: per questa ragione dobbiamo porre la massima attenzione alla valorizzazione del sistema idrico e idropotabile, con l’obiettivo di ottimizzare e razionalizzare le risorse”.
“Il progetto dell’“acquedotto di valle” - ha spiegato Nicola de Ruggiero, assessore regionale all’Ambiente - è uno degli interventi di potenziamento del servizio idrico integrato nei territori interessati direttamente o indirettamente dai passati Giochi Olimpici Invernali. Rappresenta sicuramente una delle sfide più ambiziose di tutto il programma di infrastrutturazione nei territori delle Comunità Montane Alta e Bassa Valle di Susa. L’opera, la cui progettazione finale è il risultato della valutazione di numerose alternative di intervento e di una capillare attività di coinvolgimento delle Comunità Montane e dei singoli Comuni, consentirà, una volta realizzata, di alimentare le reti comunali, integrando gli attuali approvvigionamenti idropotabili e valorizzando una risorsa idrica di alta qualità naturale, proveniente dai bacini dei torrenti Rochemolles, Clarea e Galambra”.
“La realizzazione dell’acquedotto di Valle è una risposta vera ai problemi idropotabili della Val di Susa - ha commentato il presidente dell’Autorità d’ambito torinese Antonio Saitta - sia in termini di quantità sia di qualità, e nel pieno rispetto dell’ambiente. Non solo, ma è un intervento che verrà pagato quasi del tutto (per oltre il 90%) con la tariffa versata dai cittadini per l’acqua potabile, a dimostrazione che una gestione coordinata delle tariffe si traduce realmente in benefici concreti per la popolazione. Non posso non sottolineare che l’accordo è stato possibile grazie a un ottimo lavoro di concertazione con l’Enel, ma anche grazie all’ampia collaborazione delle Comunità Montane e dei Comuni valsusini”.
"Con l’accordo sottoscritto - ha sostenuto Paolo Romano, amministratore delegato di SMAT - si dà priorità all’utilizzo idropotabile della risorsa idrica costituita dalla diga di Rochemolles. L’utilizzo di tale risorsa mediante l’acquedotto di valle garantirà una disponibilità idrica complessiva di 800 litri al secondo. L’impianto idrico sarà costituito da una presa principale a Bardonecchia e due prese secondarie, localizzate presso il nodo idraulico di Chiomonte. Le acque prodotte da Rochemolles e successivamente integrate da quelle del bacino di Clarea verranno adeguatamente trattate tramite 2 impianti di potabilizzazione. Lo sviluppo complessivo delle canalizzazioni principali supererà i 70 chilometri con sezioni variabili da 400 fino ad 800 mm. Il nuovo acquedotto, che servirà tutta la Val di Susa, consentirà di trattenere in valle l’acqua attualmente scaricata nella Dora garantendo in tal modo una disponibilità idrica di elevata qualità ed una ridistribuzione di tale risorsa verso quei comuni che in alcuni periodi dell’anno devono ancora oggi fare i conti con il problema della carenza idrica".
"Enel Produzione - ha aggiunto Vittorio Vagliasindi, responsabile per la società dell’Area di Business Energie Rinnovabili - nel campo idroelettrico è consapevole che l’acqua è un bene pubblico e condivide la necessità di garantirne, ove necessario, un uso che contemperi tutte le giuste esigenze del territorio e del paese: rendere disponibile l’acqua potabile, per l’agricoltura e per la produzione di energia elettrica pulita e rinnovabile. Questo accordo va nella giusta direzione di promuovere uno sviluppo idroelettrico, non solo sostenibile, ma condiviso, nel rispetto dell’ambiente, delle aspettative del territorio e della sicurezza energetica. L’accordo, infatti, è finalizzato all’utilizzo congiunto delle acque invasate nel serbatoio ENEL di Bardonecchia Rochemolles che ha una capacità lorda di 3,8 milioni di metri cubi di e di quelle affluenti dalle prese ausiliarie dello stesso impianto. Per realizzare l’obiettivo dell’accordo, ENEL, oltre a gestire in modo diverso le acque, dovrà ricostruire il proprio impianto, equipaggiandolo con nuove macchine in grado di assicurare il rilascio delle portate necessarie al funzionamento dell’acquedotto e dovrà spostare le proprie installazioni elettriche in media tensione per far posto alle installazioni del potabilizzatore. L’accordo impegna i soggetti a studiare tecnicamente i dettagli dell’iniziativa e a fornire in tempi brevi un documento operativo condiviso che consenta di definire l’impostazione tecnico- organizzativa e strategica del progetto”.