testata smat

international version

la mappa dei toretti di torino

vai a punto acqua smat

Impianto Castiglione T.se
in evidenza

AVVISO AGLI UTENTI INDUSTRIALI Richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale per gli scarichi in fognatura di acque reflue industriali

NUOVA AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE (A.U.A) DELL'IMPIANTO DI CASTIGLIONE T.SE

AVVISO ALL'UTENZA

BONUS per la bolletta dell'acqua


Cersa

News

Il futuro dell’acqua nella ricerca

Centro Ricerche SMAT e Università di Torino collaborano per progetti di ricerca applicata.

La collaborazione tecnico-scientifica tra SMAT e l’Università di Torino ha radici lontane: l’accordo quadro firmato lo scorso 30 gennaio dal Rettore Ajani e dall’Amministratore delegato di SMAT Romano rappresenta la formalizzazione di un’attività ormai consolidata e permetterà di gestire l’integrazione delle diverse competenze in maniera organica, coinvolgendo più dipartimenti.
Il Centro Ricerche SMAT nel 2016 ha concluso 13 progetti. 23 sono quelli attualmente in corso e 7 quelli in fase di avvio.
Dalla collaborazione con UniTo sono già partiti due progetti, il primo ha come obiettivo la purificazione dell'acqua attraverso un processo inedito. "Il progetto - ha illustrato il Prof. Silvio Aime, Vice-Rettore per la Ricerca e ordinario di Chimica generale e inorganica all'Università di Torino - è finalizzato allo studio dell’interazione e, in particolare dell’ effetto di esclusione di particelle e sostanze varie da un sottile strato di acqua all’interfaccia con superfici idrofile; la comprensione dei determinanti di questo effetto potrebbe trovare applicazione nell’ambito dei processi di depurazione delle acque da agenti inquinanti in tracce".
Il secondo progetto, seguito dalla Prof.ssa Mariella Bruzzoniti, del Dipartimento di Chimica, prevede il monitoraggio di sostanze (acidi aloacetici) nelle acque potabili, la cui presenza non risulta ancora normata dalla legislazione italiana vigente, ma è oggetto di attenzione da parte della Comunità Europea. "Vogliamo inoltre studiare l’applicazione di prodotti di scarto provenienti dalla pirolisi della biomassa (biochar) nella purificazione delle acque, con l'obiettivo di introdurli nei processi di gestione nel ciclo delle acque", ha spiegato la professoressa Bruzzoniti.