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“Imbrocchiamola” - La campagna che promuove il consumo critico dell’acqua che beviamo

E’ stata ideata dall’associazione ConsumAttori di Firenze, pubblicata da Altreconomia e rilanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio Due la campagna “Imbrocchiamola”, per sensibilizzare la cittadinanza sull’uso dell’acqua del rubinetto, buona, controllata e poco costosa rispetto alle acque minerali in bottiglia

Dopo le dichiarazioni del sindaco di New York è stata riproposta la campagna “Imbrocchiamola”, con lo scopo di promuovere l’acqua del rubinetto negli esercizi pubblici. Gli Italiani, in particolare sono tra i primi consumatori al mondo di acque minerali, ne
bevono in media circa 190 litri a testa, soprattutto fuori casa, nei bar, nei ristoranti, nelle pizzerie. Spesso questo sfrenato consumo dell’acqua in bottiglia è promosso dagli stessi esercenti che davanti alla richiesta di una brocca d’acqua del rubinetto si rifiutano di servirla sebbene non sia vietato dalla legge.
La campagna “Imbrocchiamola” da un lato si propone di dimostrare che l’acqua del rubinetto è migliore da tutti i punti di vista (costa meno, non inquina, non è soggetta alle leggi di scambio del mercato pubblicitario), dall’altro vuole essere una vera e propria azione di denuncia verso tutti quei ristoratori che si rifiutano di portarcela quando mangiamo fuori casa e chiede ai cittadini di svolgere un ruolo attivo segnalando locali, bar, ristoranti che non servono l’acqua del rubinetto, neanche davanti ad un esplicita richiesta da parte nostra.
In questa battaglia per la promozione dell’acqua del rubinetto un esempio concreto ed importante lo offre la Provincia di Torino che in collaborazione con la SMAT, attraverso il progetto dedicato agli istituti superiori “T.V.B. ti voglio bere”, da marzo 2006 a marzo 2007 ha risparmiato 369 mila litri d’acqua.