COME RENDERE LE CITTÀ A PROVA DI CRISI CLIMATICA: IL CONFRONTO A TORINO SULLE SOLUZIONI GIÀ DISPONIBILI


“Eventi estremi in ambiti urbani e Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile”, è il titolo del convegno nazionale promosso all’interno del progetto europeo LIFE CLIMAX PO ed ospitato giovedì 4 giugno presso la sede di SMAT. Un momento di confronto tra istituzioni, università, enti ambientali e gestori del servizio idrico sulle sfide poste dalla crisi climatica: eventi meteorologici sempre più intensi, crescente pressione sui sistemi di drenaggio urbano e necessità di ripensare la gestione dell'acqua e del territorio in un'ottica di adattamento.

L'incontro ha portato nel capoluogo piemontese le esperienze e le soluzioni già adottate in diverse realtà italiane ed europee evidenziando gli strumenti in grado di rendere le Città a prova di crisi climatica, quali la pianificazione di bacino, i sistemi di monitoraggio e allerta, la gestione del rischio idraulico, la rinaturazione delle aree fluviali. Particolare attenzione è stata dedicata ai Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SUDS) e più in generale alle soluzioni basate sulla natura, come pavimentazioni drenanti, infrastrutture verdi e interventi capaci di trattenere e rallentare il deflusso delle acque piovane, riducendo il rischio di allagamenti e il sovraccarico delle reti fognarie.

Ad aprire i lavori sono stati Paolo ROMANO, Presidente di SMAT, Francesco TRESSO, Assessore del Comune di Torino, Alessandro DELPIANO, Segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ente capofila del progetto LIFE CLIMAX PO, Angelo ROBOTTO, Direttore Ambiente, Energia e Territorio della Regione Piemonte, e Secondo BARBERO, Direttore generale dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Piemonte.

“Ai cambiamenti climatici ed ai fenomeni che ne derivano, ora per la siccità e la carenza di risorsa ora per gli eventi estremi legati agli eccessi che si manifestano con fenomeni sempre più rapidi ma di fortissima intensità, è sempre più necessario contrapporre organizzazioni e infrastrutture resilienti. Ridurre i possibili effetti dannosi è una responsabilità ambientale dovuta ed irrinunciabile: è necessario agire tempestivamente e smettere di considerare emergenza quello che, purtroppo, è ormai ordinario”, dichiara Paolo ROMANO, Presidente SMAT.

data aggiornamento 10 Giugno 2026

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