IL SERVIZIO IDRICO ITALIANO ALLA LUCE DELLA NUOVA DIRETTIVA SULLE ACQUE POTABILI: SE N’È DISCUSSO SU RAI TRE


Utilitalia, Federazione dei servizi pubblici di Acqua, Ambiente, Energia Elettrica e Gas, ha delineato attraverso le parole del Vice Direttore - Coordinamento Affari Istituzionali e Regionali, Paolo GIACOMELLI, la situazione delle aziende italiane del Servizio Idrico Integrato, alla luce della nuova direttiva europea sulle acque potabili.

Nel corso della trasmissione televisiva Geo di Rai 3, andata in onda lo scorso 11 gennaio e condotta da Sveva SAGRAMOLA, GIACOMELLI è intervenuto sul tema Acquedotti d’Italia: dalla fonte al rubinetto.

Lo scenario emerso è quello di un Paese in cui la qualità dell’acqua erogata è molto buona, ma le cui reti sono vecchie ed obsolete: 425.000 km di rete idrica in totale, della quale il 60% risale a più di 30 anni fa e la restante a circa 50 anni fa.

Situazione che dimostra l’importanza e la necessità di incrementare gli investimenti nel settore idrico, portando risorse, competenze e innovazione in quei territori dove è evidente il ritardo nella gestione del servizio. In Italia gli investimenti nel settore idrico sono molto bassi, circa 40 euro per abitante, a fronte degli 80 euro della media europea.

A questo si va ad aggiungere un eccessivo spreco d’acqua da parte degli italiani, con un consumo di circa 34,2 miliardi di metri cubi all'anno, fattore che indica la scarsa conoscenza della complessità dei processi di trattamento e distribuzione per portare l’acqua dalla fonte al rubinetto.

“Dopo circa 20 anni, la direttiva approvata dal Consiglio Europeo lo scorso 20 dicembre - ha commentato GIACOMELLI - renderà finalmente più stringenti i parametri sulla sicurezza e la qualità dell’acqua distribuita introducendo nello stesso momento la tematica attuale dei contaminanti emergenti”.

La normativa europea ha tra i suoi obiettivi quello di coinvolgere tutti i soggetti interessati attraverso la promozione di un consumo consapevole e responsabile della risorsa e l’incremento di fiducia del consumatore verso l’acqua del rubinetto. Bere in modo sicuro e consapevole determinerà vantaggi economici per le famiglie e ambientali per il Pianeta.

Alla luce di quanto espresso da Utilitalia sulla necessità di fronteggiare le criticità del servizio idrico attraverso considerevoli investimenti che permettano l’attuazione di piani industriali in cui l’ammodernamento delle reti e gli interventi infrastrutturali siano di primaria importanza, il Presidente di SMAT Paolo ROMANO si è espresso sul contesto metropolitano torinese in cui l’azienda gestisce il Servizio Idrico Integrato.

“In una logica di miglioramento ed efficienza del servizio - sostiene ROMANO - SMAT sta portando avanti sull'area servita un importante piano di investimenti, stimato in 500 milioni di euro nei prossimi 5 anni. Questo non solo consentirà l’ampliamento e il potenziamento degli impianti di potabilizzazione e di risanamento, il rinnovamento delle reti e la realizzazione di infrastrutture importanti a favore del territorio ma garantirà la tutela della risorsa idrica e la salvaguardia dell’ambiente”.

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