“LA PORTA SEGRETA” DI RAI 2 SVELA L’IMPIANTO STORICO DI SANGANO


Il 22 marzo è stata la Giornata Mondiale dell’Acqua.

Per celebrare questo prezioso elemento, Rai 2 ha mandato in onda una puntata speciale del programma culturale “La Porta Segreta”.

Nel corso della trasmissione itinerante, i telespettatori sono stati guidati dal conduttore Giovanni Muciaccia, a compiere un vero e proprio viaggio attraverso le Vie d’Acqua di tre meravigliose città italiane, Venezia, Roma e Torino, alla scoperta di luoghi affascinanti ed evocativi.

Dopo aver esplorato i luoghi di Venezia, città in cui l’acqua ha avuto un ruolo difensivo fondamentale per il proprio passato e di Roma, il cui fiume Tevere è stato da sempre una via d’utilità, la troupe televisiva è infine giunta a Torino, che ha mantenuto nei secoli un rapporto privilegiato con le risorse idriche del suo territorio.

La “Porta Segreta” che Muciaccia ha dischiuso è stata quella dell’impianto di acqua sorgiva di Sangano, svelando ai telespettatori un luogo straordinariamente suggestivo dal punto di vista storico e architettonico.

Accompagnato dal responsabile SMAT Alessandro Rupini, il conduttore ha raccontato la storia di un acquedotto albertino che non ha mai smesso di essere in funzione e non ha mai subito opere di restauro, record detenuto solo dagli acquedotti romani.

L’impianto di acqua sorgiva di Sangano, della cui realizzazione si fece carico a metà del 1800 la vedova di Carlo Felice, Maria Cristina di Borbone, è un’opera di eccellente ingegneria idraulica, nata dall’esigenza di poter disporre di acqua potabile per i 150.000 abitanti dell’epoca, a seguito dell’inquinamento dei pozzi e delle falde causato dalla mancanza di sistemi di collettamento dei reflui e dalle conseguenti scarse condizioni igieniche in cui viveva gran parte della popolazione.

L’opera fu commissionata all’ingegnere Ignazio Michela il cui progetto prevedeva l’utilizzo delle risorse idriche della Val Sangone.

Posto sulla sponda sinistra del torrente, l’acquedotto non attinge acqua da esso ma direttamente dalla falda acquifera, tramite gallerie situate ad una profondità tra i 10 e i 15 metri.

Al suo interno le volte in muratura del serbatoio sotterraneo custodiscono 20.000 metri cubi di limpidissima acqua sorgiva, che riflettendo sulle pareti, contribuisce a renderlo un luogo incantevole e suggestivo, una vera e propria “Cattedrale dell’Acqua”.

Entrato ufficialmente in funzione il 7 marzo 1859, dallo zampillo di una fontana posta in piazza Carlo Felice a Torino, con una cerimonia inaugurale al cospetto delle autorità, l’impianto di Sangano fu il primo acquedotto cittadino di epoca moderna a portare le acque della Val Sangone agli abitanti della città. 

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