LA RICERCA APPLICATA AL SERVIZIO DELL’INFORMAZIONE ALIMENTARE


“Il caso del 2019: le microplastiche negli alimenti” è il titolo dell’incontro di grande attualità affrontato lo scorso 22 febbraio in occasione del Festival del Giornalismo Alimentare.

Quello delle microplastiche è un problema conosciuto e dibattuto ormai da parecchio tempo ma in questa occasione tre specialisti hanno aiutato a fare chiarezza fornendo alcuni aggiornamenti sull’argomento.

 La ricercatrice americana Sherri Mason, del Penn State Beherend, ha presentato una sintesi degli studi effettuati nel 2017 sulla presenza di microplastiche su 150 campioni di acque del rubinetto e nel 2018 su 259 campioni di acque in bottiglia. Dal confronto è risultata maggiormente rassicurante la scelta di utilizzare l’acqua di rete, con una presenza di tali sostanze pari all’83% rispetto al 93% per l’acqua in bottiglia.

Per il Prof. Giorgio Gilli la presenza di microplastiche è un problema meritevole d’attenzione per le sue dimensioni, ma creare allarmismi è totalmente ingiustificato. La Sanità pubblica ha il dovere di affrontare la questione soprattutto dal punto di vista della liberalizzazione di prodotti polimerici che ognuno di noi potrebbe trovarsi a respirare o ingerire.

Secondo Lorenza Meucci, Responsabile del Centro Ricerche SMAT, gli studi sulla presenza di microplastiche nell’acqua potabile sono ad oggi numericamente esigui e troppo recenti per giustificare atteggiamenti “d’allarme” ma la ricerca deve proseguire e continuare ad indagare. Inoltre, ha evidenziato la necessità di sollecitare le autorità competenti nazionali ed internazionali ad elaborare nuove direttive per rilevare criticità nelle acque potabili attraverso metodi chimico-fisici più specifici degli attuali.

Nel 2018, SMAT ha avviato un progetto di ricerca in collaborazione con Metropolitana Milanese e A2A Ciclo Idrico, per lo studio e la messa a punto di un adeguato metodo analitico in grado di determinare la presenza di microplastiche nelle acque naturali e successivamente essere applicato per l’analisi dei campioni di acque prelevate dall’ambiente e dalle reti di distribuzione.

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