PROGETTO DEMOSOFC: DALLA RICERCA EUROPEA ALL’APPLICAZIONE INDUSTRIALE


Tra gli oltre 100 appuntamenti di FORUM PA, evento nazionale dedicato al tema della modernizzazione della Pubblica Amministrazione, martedì 7 luglio alle 9.30 è andato in onda in diretta streaming il talk Economia circolare: produrre energia ad emissioni zero dai rifiuti. Il progetto DEMOSOFC: dal sistema della ricerca europea alla scala industriale di una multi-utility.

Nell’ambito dell’incontro, moderato da Massimiliano ROMA, Responsabile Enti Pubblici di FPA, il sistema DEMOSOFC, nato dal progetto coordinato dal Politecnico di Torino e conseguito con risorse europee, è stato presentato come modello virtuoso di sviluppo sostenibile.

Installato presso l’impianto di depurazione SMAT di Collegno, DEMOSOFC è il primo impianto di taglia industriale in Europa, che recupera il biogas prodotto dalla depurazione delle acque trasformandolo in energia pulita attraverso le celle a combustibile ad ossidi solidi.

Un sistema che, in linea con i principi dell’economia circolare trasforma in risorsa il processo di trattamento delle acque reflue, utilizzando materiali preesistenti ed evitando l’estrazione di nuove risorse.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il passaggio dal progetto di ricerca alla sua applicazione su scala industriale.

Gli ospiti, interrogati da Massimiliano ROMA hanno discusso le azioni e le politiche da adottare e i soggetti da coinvolgere per far sì che un progetto come il DEMOSOFC diventi modello vincente di circolarità, in grado di ottenere attenzione internazionale e richiamare ogni anno visitatori da tutto il mondo presso il complesso industriale di Collegno.

L’apertura dell’Europa verso politiche e strategie ambientali e l’erogazione di finanziamenti per lo sviluppo dell’economia circolare sono tappe fondamentali allo sviluppo di nuovi progetti a impatto ambientale e sociale ma, affinché questi possano poi essere realizzati su scala industriale, abbattendo costi e difficoltà è necessario creare un network di università, enti territoriali ed industriali. Questo quanto emerso dagli interventi di tutti i partecipanti.

La sinergia tra diversi soggetti, in cui l’ente universitario ha svolto il ruolo di catalizzatore, è stata fondamentale per la riuscita del progetto DEMOSOFC, così come la partnership con SMAT, “realtà estremamente attenta all’innovazione e agli investimenti nella ricerca”, come affermato dal Coordinatore del progetto Massimo SANTARELLI.

“In SMAT - ha sostenuto Armando QUAZZO, Dirigente Sviluppo e Marketing - la finalità stessa della ricerca è mirata all’applicazione industriale. Dopo le fasi di studio e di sperimentazione, la ricerca applicata deve trasferire le conoscenze acquisite al mondo dell’industria contribuendo all’innovazione tecnologica e allo sviluppo industriale nel settore idrico. Il progetto DEMOSOFC ne è un esempio: la tecnologia innovativa del progetto, applicata all’impianto di trattamento delle acque reflue SMAT, rappresenta una risposta concreta alle problematiche dei grandi impianti di depurazione, come per esempio l’elevato consumo energetico, perché a livello tecnologico rappresenta la migliore soluzione disponibile per lo sfruttamento del biogas prodotto. Risulta ancora da superare lo scoglio economico in quanto, visto l’esiguo numero dei produttori di celle a combustibile ad ossidi solidi, i costi impiantistici non sono ancora concorrenziali con le tecnologie tradizionali”.

 
Al talk sono inoltre intervenuti: Patrizia LOMBARDI, Pro Rettrice del Politecnico di Torino, Ilde GAUDIELLO, Direttore della Divisione III “Pianificazione, tracciabilità e vigilanza sulla gestione dei rifiuti” della Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Lucilla PERSICHETTI, Referente per i Gruppi di lavoro sul Goal 2 e Goal 12 dell'ASviS.

Antonio Aguilo RULLAN, Project Officer del Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking (FCH-JU) ha preso parte all’incontro attraverso un contributo video.

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