SMAT AL FESTIVAL DEL GIORNALISMO ALIMENTARE


SMAT, è intervenuta al Circolo dei Lettori in occasione dell’appuntamento “La ricerca al servizio dell’acqua, tra sicurezza e qualità ambientale”, organizzato nell'ambito del Festival del Giornalismo Alimentare.

All’incontro moderato dalla giornalista Stefania AOI, hanno partecipato la Responsabile del Centro Ricerche SMAT, Lorenza MEUCCI, il Direttore Generale di Arpa Piemonte, Angelo ROBOTTO e la responsabile campagne di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Federica SISTI.

Lorenza Meucci, responsabile del Centro Ricerche SMAT, ha affrontato il tema della sicurezza dell'acqua di rete e delle nuove frontiere di ricerca degli inquinanti emergenti, tra cui i virus, finora poco studiati.

“La qualità dell’acqua che arriva nelle case dei torinesi e nell’area metropolitana torinese non ha mai registrato superamenti rispetto ai limiti di legge, ha affermato Lorenza Meucci. L’azienda è quotidianamente impegnata per migliorane le qualità organolettiche e per renderla più sicura.”. A questo proposito Meucci ha spiegato come SMAT abbia affrontato l’emergenza Covid: “L’obiettivo primario è stato garantire la salubrità dell’acqua, la tutela dei cittadini e dei nostri lavoratori. Dopo aver garantito la sicurezza abbiamo lavorato per dare il nostro contributo scientifico. All’inizio del 2020 avevamo stipulato un contratto con l’Istituto Superiore di Sanità per studiare la presenza degli enterovirus nelle acque potabili e nelle acque depurate e, già dal 2019 avevamo prelevato i campioni dalle acque depurate, così abbiamo potuto rilevare la presenza di tracce del Covid già a dicembre 2019. Poiché questa tipologia di indagine sulle acque reflue può consentire una sorta di preallarme sulla diffusione di un virus, in accordo con ARPA, SMAT ha finanziato una ricerca: le analisi dei prelievi effettuati dai depuratori SMAT di Castiglione, Collegno e Bardonecchia, hanno rilevato come siano verificabili picchi di diffusione in anticipo di due settimane rispetto a quelli registrati sulla popolazione”.

Angelo Robotto, Direttore generale ARPA Piemonte, ha colto l’occasione per parlare di cosa fa Arpa: “In tre mesi, in tempi di pandemia, abbiamo messo in piedi un laboratorio di virologia ambientale: esempio significativo di resilienza e senza un euro in più di finanziamento.   Il laboratorio, oltre a supportare la sanità regionale con l’analisi di 100.000 tamponi molecolari, ha messo in piedi un metodo per misurare il Covid nell’aria e nelle acque; in questo ultimo settore abbiamo effettuato più di 500 analisi a livello regionale, delle quali, una parte con SMAT, che ci ha aiutati anche economicamente. L’emergenza pandemica ci ha insegnato a lavorare anche sui ceppi influenzali, se ci sono focolai si vedono: un contributo che consente al sistema sanitario sanitario di avere un campanello in più”.

“C’è il Covid ma ci sono anche altre tipologie di inquinanti emergenti che appaiono attraverso il monitoraggio acque, altra attività di Arpa, che monitora anche i cambiamenti climatici che incidono sulla disponibilità di acqua – ha proseguito Robotto. “Il fatto che ci sia poca acqua aumenta la concentrazione degli inquinanti, non dobbiamo controllare solo gli inquinanti classici ma misurare ad esempio i cosiddetti PFAS (Perfluoroalchiliche), sostanze che non sono tossiche subito ma che risultano biopersistenti e si annidano nell’ambiente. Dal 2000 ad oggi gli inquinanti emergenti sono sempre diversi e non sono così facili da misurare e da analizzare e non hanno limiti fissati dalla normativa europea, i limiti europei sulle acque potabili entreranno in vigore nel 2026. La Regione Piemonte però è intervenuta recentemente e ha cominciato a fissarne i limiti negli scarichi e Arpa Piemonte, ritenendo di non poter aspettare il 2026, già da tempo fa analisi nei territori e nei pozzi di captazione idropotabile”.

Federica SISTI, responsabile campagne di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha concluso l’incontro illustrando l’attività sul campo condotta dai circoli Legambiente che ha affermato: “Sono diffusi in modo capillare sul territorio e rappresentano sentinelle attive di quelle che sono delle istanze e le criticità segnalate dai cittadini. Il punto di forza della nostra attività è che si basa su solidi dati scientifici: monitoraggi, analisi ambientali, report e dossier realizzati in collaborazione con gli enti e le istituzioni che sul territorio si occupano di fare analisi ambientali”.

data aggiornamento 21 Ottobre 2021

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