SMAT HA PRESENTATO IL PIANO DI SICUREZZA DELL’ACQUA PER LA CITTA’ DI TORINO


Con un convegno organizzato presso il complesso industriale degli impianti di potabilizzazione del Po l’azienda ha presentato in Piano di Sicurezza dell’Acqua per la Città di Torino.

Un incontro in presenza che ha voluto essere anche un importante segnale di ripartenza, al quale hanno partecipato: Alberto Unia, Assessore all’Ambiente della Città di Torino, Angelo Robotto, Direttore generale di Arpa Piemonte, Roberto Ronco, Direttore generale di ATO3, Filippo De Naro Papa, Direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ASL Città di Torino.

A fare gli onori di casa il Presidente SMAT, Paolo Romano, che ha ricordato: “La Direttiva Europea (2020/2184 UE) impone che entro il 12 gennaio 2029 vengano adottati i Water Safety Plans con specifiche indicazioni sulle valutazioni del rischio per la fornitura, il trattamento e la distribuzione dell’acqua destinata al consumo umano. SMAT, grazie alla presenza in osservatori privilegiati quali UTILITALIA ed EUREAU, ha avuto modo di cogliere l’importanza del tema e, già nel 2016, attraverso il proprio Centro Ricerche ha realizzato un modello su base scientifica per effettuare un’analisi di rischio omogena ed uniforme in tutte le reti acquedottistiche gestite dall’azienda”.

Prima di entrare nello specifico del Piano di Torino l’intervento di Luca Lucentini, Direttore Reparto Qualità dell’Acqua e Salute dell’ISS che ha posto l’attenzione sullo sforzo di comunicazione, realizzato attraverso ola condivisione dei dati, con il feedback sui controlli e sull’amministrazione e nei confronti della cittadinanza, che i Piani rappresentano. “I Piani di sicurezza dell’acqua – ha affermato Lucentini - non intervengono sui limiti né modificano la sorveglianza, ma spingono ad azioni di monitoraggio del sistema già messo in atto dal gestore. La sfida nuova è porre la sanità al centro dello sviluppo sostenibile”.

Il lavoro che ha condotto alla realizzazione del Piano di Sicurezza dell’Acqua per la Città di Torino, illustrato da Lorenza Meucci, Dirigente Centro Ricerche e Laboratori SMAT e da alcuni ricercatori e ricercatrici del Centro Ricerche SMAT, è partito da 3 Comuni di pianura e pedemontani, La Loggia, Caprie e San Gillio, perfezionando il modello su altri 6 Comuni, Borgomasino, Ribordone, Grugliasco, Poirino, Volpiano e Germagnano.

Dal 2018 SMAT ha deciso di affrontare la valutazione dei rischi per la Città di Torino, nella consapevolezza che, data la complessità e la dimensione del territorio, questa rappresentasse una grande sfida. Inizialmente il lavoro è stato condotto con un team esclusivamente interno all’azienda. Sotto la regia del Centro Ricerche sono stati coinvolti oltre 35 dipendenti: direttori, dirigenti dei distretti, responsabili dei centri di produzione, del telecontrollo, del cartografico, dei laboratori, degli studi e concessioni fonti idropotabili, dei servizi informatici e della comunicazione.

Il 30 settembre 2019 è stato creato il team multidisciplinare, come previsto dalle linee guida dell’ISS, al quale hanno partecipato ARPA, Regione Piemonte, ATO 3 Torinese e Asl Città di Torino, con la collaborazione con Istituto Superiore di Sanità che ha svolto il ruolo fondamentale di supervisore tecnico-scientifico.

Il team si è riunito 8 volte, fra riunioni tecniche e ispezioni in campo, ed ha valutato 1.234 rischi in tutta la filiera idrica, dalla captazione al punto di consegna, proponendo 80 azioni di miglioramento

SMAT ha organizzato il meeting per illustrare i risultati ottenuti dal team che consegna un lavoro destinato a diventare, su proposta dell’Istituto Superiore di Sanità, una pubblicazione scientifica.

Il Piano di Torino copre tutta la popolazione torinese, il 40% di quella complessivamente servita dall’azienda, e, da solo, costituisce il 12% dei Piani completati a livello nazionale.

“Per l’area servita da SMAT, sino ad ora sono stati predisposti 10 Piani di Sicurezza, dei quali quello di Torino, già trasmesso al Ministero per approvazione, ne rimangono da effettuare ancora 270, un lavoro che rappresenta la sfida dei prossimi anni ma che, soprattutto, ha consentito di realizzare un modello coerente con le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità che SMAT ha trasferito anche ad altre Aziende del settore idrico”, ha affermato, manifestando la propria soddisfazione, Paolo Romano a conclusione dell’incontro.

 

data aggiornamento 19 Luglio 2021

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