IL PROGETTO “ACQUEDOTTI RESILIENTI PER LA SICUREZZA IDRICA” TRA LE BUONE PRATICHE ASVIS 2025/2026
Il progetto SMAT “Acquedotti Resilienti per la Sicurezza Idrica: il modello delle valli di Susa e Orco” è stato ufficialmente inserito nella prestigiosa raccolta “Le buone pratiche dei territori 2025/2026” curata dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.Il volume, anticipato ufficialmente lo scorso dicembre a Roma presso la sede del CNEL in occasione della sesta edizione del Rapporto ASviS dei Territori, seleziona 216 esperienze d'eccellenza in tutta Italia. La recente pubblicazione offre una fotografia puntuale di come enti e imprese stiano trasformando gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 in azioni concrete a beneficio delle comunità locali.
Il sistema di gestione sviluppato e implementato da SMAT in Valle di Susa ed in Valle Orco mira ad incrementare la resilienza del sistema idrico integrato. Attraverso la realizzazione di grandi acquedotti intercomunali che sfruttano invasi montani esistenti l’azienda è in grado di garantire un approvvigionamento idropotabile costante, anche a fronte di stress climatico o ambientale.
L’efficacia di questo modello è confermata dai risultati operativi conseguiti sul territorio: con la messa in funzione del Grande Acquedotto per la Valle di Susa nel 2019, l’intera area servita è stata messa in sicurezza. “Dando priorità all’uso idropotabile e utilizzando l’acqua in uscita dalla diga di Rochemolles in abbinamento all’impiego idroelettrico si garantisce una riserva di alta qualità che si è rivelata indispensabile durante la grave siccità del 2021-2022 e del primo trimestre 2023, garantendo continuità di erogazione a tutti i comuni della valle”, evidenzia il Presidente Paolo ROMANO.
Sulla scia dei risultati ottenuti in Val Susa, lo scorso 28 marzo è stato inaugurato l'Acquedotto della Valle Orco. L'opera alimenterà i comuni del territorio con l’acqua proveniente dalle dighe del Gran Paradiso, replicando un modello che, nel pieno rispetto degli equilibri ecosistemici, assicura una gestione integrata della risorsa per fini energetici, irrigui, industriali e idropotabili.
“Il riconoscimento conseguito da SMAT – commenta l’Amministratore Delegato Armando QUAZZO - conferma le scelte aziendali: investire in infrastrutture idriche resilienti significa non solo tutelare la risorsa, garantire la continuità del servizio e rafforzare la sostenibilità dei territori ma anche accelerare il percorso di innovazione, responsabilità ambientale e transizione ecologica in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030”.
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