SMAT INVESTE QUASI 16 MILIONI DI EURO PER IL POTENZIAMENTO DELL’IMPIANTO DI DEPURAZIONE DI CASTIGLIONE TORINESE


SMAT ha avviato un importante intervento da oltre 15,8 milioni di euro per rendere ancora più efficiente e resiliente l'impianto di depurazione di Castiglione Torinese, il più grande d’Italia e il quinto d’Europa.

Il cantiere, per uno degli interventi in corso maggiormente rilevanti nel settore delle infrastrutture idriche piemontesi, è finalizzato a rafforzare la capacità di trattamento dei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue e ad ammodernare questa infrastruttura strategica per il territorio che, trattando le acque reflue provenienti da Torino e dai Comuni dell'area metropolitana con una potenzialità massima di 3.800.000 abitanti equivalenti, riveste un ruolo fondamentale per l’intera regione.

I lavori prevedono l'adeguamento del reparto di disidratazione e la realizzazione di una terza linea di essiccamento termico dei fanghi, un investimento che consentirà di incrementare la capacità di trattamento dell’impianto, garantire maggiore continuità operativa e rispettare l'evoluzione delle normative ambientali, mantenendo standard elevati di affidabilità e qualità del servizio.

Il Presidente di SMAT, Paolo ROMANO, ha evidenziato come l'investimento confermi il percorso di costante ammodernamento delle infrastrutture portato avanti dalla società per assicurare un servizio idrico integrato sempre più efficiente, sostenibile e resiliente, sottolineando che l'intervento sull’impianto di Castiglione Torinese rappresenta uno dei principali tasselli della strategia industriale per accompagnare la crescita del territorio e affrontare le sfide future nella gestione delle acque reflue.

Aggiungendo dettagli tecnici sull'opera, l'Amministratore Delegato di SMAT, Armando QUAZZO, ha spiegato che il progetto punta a migliorare l'efficienza energetica e gestionale. La nuova linea sarà infatti dotata di sistemi avanzati di automazione, controllo e sicurezza, oltre ad un sistema di recupero del calore per valorizzare l'energia termica residua del processo di essiccamento riutilizzandola nel riscaldamento dei digestori anaerobici. Soluzione che ridurrà gli sprechi energetici e migliorerà le prestazioni complessive, integrando nuovi sistemi di supervisione, reti antincendio e collegamenti con la rete di teleriscaldamento interna in un'ottica di sostenibilità e continuità del servizio pubblico.

data aggiornamento 17 Settembre 2026

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